martedì

Olimpiade pendolare


Mino è stravolto, per il sonno.

Già la vita del pendolare è dura: alzarsi all'alba, tutta una vita. E d'inverno pure prima.

E lavorare in agosto è vero che rilassa, che non c'è il capo, ma non è certo un toccasana.

Sveglia alle cinque.
E quest'anno, per giunta, le olimpiadi dalla Cina.

Perché dobbiamo sapere che Mino è uno sportivo.

Sarebbe a dire, che passerebbe se potesse tutto il suo tempo a guardar le gare. Alla tv.

Così insomma è sfatto dal sonno ma si alza anche prima della sveglia per vederle in diretta più che può, le gare.

E poi il caffè, e la gazzetta, e il treno dormiveglia per continuare un po' a sognare.
Perché Mino da giovane correva veramente: un autentico talento del pedale, pare. Però la grinta gli è sempre mancata, per arrivare.

Legge, o meglio sfoglia due tre pagine senza guardare. Il fisico è rimasto buono, a lavorare di fatica al porto. Ma il sonno, con l'età si fa sentire.

Così la rosea l'abbandona un momentino sul sedile e chiude un occhio.

"Permette?" è il controllore. Che si avventa sul giornale, lo sventaglia, lo divora.

Febbre olimpionica sul regionale 6103.
Che essendo regionale ferma a tutte le stazioni.

Il capotreno scende, fischia poi risale. Si rimette comodo poi ferma, scende, fischia, poi risale.

E via così. E addio giornale.